Consulente finanziario: chi è e come verificare che sia abilitato
Chi può dare consigli sugli investimenti, come viene pagato e quali controlli fare prima di affidargli i propri risparmi.
Un'attività riservata
Dare raccomandazioni personalizzate su strumenti finanziari è, nell'Unione Europea, un'attività riservata a soggetti autorizzati e sottoposti a vigilanza: banche, società di intermediazione, società di consulenza e consulenti iscritti in appositi albi. Chi non è autorizzato non può farlo, a prescindere dai titoli che si attribuisce.
Questo sito, per esempio, non presta consulenza: spiega concetti generali uguali per tutti. La consulenza è un'altra cosa, perché parte dalla situazione specifica di una persona e arriva a una raccomandazione che la riguarda.
Le figure in Italia
In Italia l'albo unico dei consulenti finanziari è tenuto da un organismo di vigilanza dedicato e comprende tre sezioni: i consulenti abilitati all'offerta fuori sede, che operano per conto di una banca o di una società di intermediazione; i consulenti autonomi, che lavorano in proprio e sono pagati solo dal cliente; e le società di consulenza finanziaria. L'albo è pubblico e consultabile online.
Negli altri paesi le figure e i nomi cambiano, ma il principio è lo stesso: esiste un registro ufficiale, tenuto dall'autorità di vigilanza, in cui verificare chi è autorizzato.
Come viene pagato
È una domanda da fare apertamente. Il consulente può essere pagato direttamente dal cliente, con una parcella, oppure indirettamente, attraverso le commissioni dei prodotti che colloca, una parte delle quali gli viene riconosciuta. Nel secondo caso esiste un potenziale conflitto di interessi, che la normativa impone di gestire e di dichiarare.
La consulenza che si definisce «indipendente» non può, per regola, ricevere compensi da chi emette i prodotti. In ogni caso il cliente ha diritto di sapere, prima e in modo chiaro, quanto costa il servizio e quanto costano i prodotti, in euro e in percentuale.
I controlli da fare
Primo: cercare il nome del consulente e della società per cui opera nel registro ufficiale, arrivandoci da soli e non dal link ricevuto. Secondo: controllare sul sito dell'autorità di vigilanza che non compaia tra i soggetti segnalati come abusivi. Terzo: non consegnare mai denaro contante né fare bonifici su conti intestati alla persona: i versamenti si fanno all'intermediario.
E alcune domande che un professionista serio si aspetta: con quale soggetto è iscritto, come viene remunerato, quali sono i costi totali, che cosa succede se si vuole uscire. La reazione alle domande dice molto: chi ha fretta di concludere o si irrita davanti a una richiesta di chiarimento non sta facendo l'interesse del cliente.
Contenuti esclusivamente educativi e informativi. Non costituiscono consulenza finanziaria, di investimento o fiscale personalizzata. Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito.
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